Pragma Etimos opera da anni nel campo della Data Intelligence.

La tecnica non tende a scopi, non mira al progresso dell’umano. Cosa vuole la tecnica? Vuole sé stessa, il proprio sviluppo. E perché questo? Perché è diventata la condizione universale per realizzare qualsiasi scopo”.

Cit. Umberto Galimberti, filosofo, accademico, psicoanalista e giornalista italiano.

 

La tecnologia in pochissimi anni ha stravolto il nostro modo di vivere, di lavorare. In molti casi non è più una scelta, ma una necessità per tenere il passo con lo sviluppo della società. Pensiamo ai cellulari o ai computer.

Il problema è che ancora non si è passati dalla Digitalizzazione a un processo di Digital Transformation.

I termini sono spesso confusi: nel primo caso intendiamo il passaggio dall’analogico al digitale; nel secondo, invece, un processo di trasformazione che incide nei processi organizzativi, portando delle modifiche e novità nei metodi di lavoro, nella cultura e infine nell’esperienza dei fruitori dei servizi/prodotti.

In quest’ultimo caso, la tecnologia diventa uno strumento che aiuta a migliorare i processi organizzativi, creando una sinergia tra uomo e macchina.

Da anni però, con l’idea di “fare innovazione”, si inserisce tecnologia senza pensare di adattarla, senza che ci sia la cultura per poterla gestire e soprattutto, senza pensare alle conseguenze sul lungo termine.

Abbiamo la necessità di recuperare “l’umanità” dietro la tecnologia.

 

L’esperienza di Pragma Etimos: una soluzione di Computer Vision

Il cliente aveva a disposizione tantissimi dati video provenienti da videocamere che registrano h24. I dispositivi, non essendo di ultima generazione, non possedevano un’Artificial Intelligence che trasformasse quei dati in informazioni di valore. Tuttavia, sostituire le vecchie videocamere con le nuove sarebbe stato troppo oneroso. D’altra parte, però, tenere delle persone impegnate per ore a vedere continui flussi video risultava poco efficiente.

Per cui si è optato per una soluzione tailor made.

Pragma Etimos ha risposto all’esigenza del cliente mettendo a disposizione il know how acquisito nel corso degli anni nell’ambito della Computer Vision. In particolar modo abbiamo sviluppato e personalizzato modelli neurali e utilizzato varie tecniche di Artificial Intelligence applicate per l’analisi di video e immagini.

I modelli creati sono in grado di riconoscere e analizzare determinati oggetti e situazioni, mandando all’operatore umano, solo le frazioni di video dove è presente l’informazione ricercata, così che la persona debba solo analizzare gli scenari selezionati, e possa svolgere la sua attività di analisi più rapidamente.

 

Recupero dei Dati: la filosofia Green Data

Nel caso riportato, ogni giorno venivano raccolti, o meglio, accumulati, tantissimi dati da file video, senza che questi generassero informazione e valore.

Essendo in forma digitale, abbiamo l’impressione che l’accumulo di questi dati non comporti conseguenze. Tuttavia, si tratta solo di un’illusione.

Ad oggi i Data Center producono l’1% della domanda mondiale di energia. Secondo Capgemini le emissioni di CO2 create dall’information technology triplicheranno entro il 2025 rispetto ai livelli del 2010.

Solitamente i “consigli” che si danno alle aziende che vogliono ridurre gli sprechi sono di ottimizzare l’uso dell’energia adottando meccanismi di trasferimento dati più efficienti, oppure inserire nuovi device fatti di materiali riciclati.

Raramente però si pensa ai dati in sé. A quanti ne vengono raccolti, senza poi verificarli, aggiornarli, correggerli, catalogarli, classificarli. È vero che la quantità di dati ha un costo, ma se questi ultimi venissero utilizzati per creare valore, facendo analisi e sviluppando strategie, porterebbero anche dei benefici che compenserebbero.

L’appello di Pragma Etimos è di prendere coscienza di questo e creare soluzioni per raccogliere e recuperare dati in modo corretto, trasformando l’effetto garbage-in, garbage-out in garbage-in, value-out. Solo seguendo questa filosofia di “Green Data” riusciremo a “ripulire” il Digitale.

Ricordiamo che il lavoro che passa per la digitalizzazione dei dati, non deve fermarsi alla macchina. La tecnologia non deve essere fine a sé stessa. Abbiamo la necessità di creare un flusso sinergico uomo-macchina-uomo, capace di restituire all’essere umano un valore aggiunto.

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