Avere a disposizione tanti dati, non significa automaticamente creare “intelligenza” e valore. La velocità con cui la tecnologia sta mettendo le radici nella nostra vita non ci ha dato il tempo necessario per renderci conto delle reali conseguenze (positive o negative che siano). Attraverso di essa raccogliamo, o meglio accumuliamo, in maniera spesso casuale e indifferenziata, una grande quantità di dati che però risultano inutilizzabili perché destrutturati e incompleti. È per questo motivo che con questo articolo vi invitiamo a riflettere su argomenti come Trasformazione Digitale, Data Intelligence, Green Data e Sostenibilità Digitale.

 

Inquinamento digitale: a che punto siamo?

Il Covid-19 ha velocizzato enormemente i processi di Trasformazione Digitale sia delle aziende che della Pubblica Amministrazione. Questo ha comportato un aumento dei dati generati e raccolti. Inoltre, la Commissione Europea ha in programma la creazione di uno spazio unico europeo aperto ai dati provenienti da tutto il mondo. Si parla oggi di Data Economy, come la capacità delle organizzazioni di gestire la quantità crescente di informazioni digitali.

Ma ne siamo veramente in grado?

Per il 2025 si prevede la produzione in tutto il mondo di 175 zattabyte di dati.

Di questi quanti saranno realmente utilizzabili?

La maggior parte dei Big Data sono in forma destrutturata, non messi in relazione con altri dati, non classificati e quindi inutilizzabili. Di base stiamo creando “inquinamento digitale” accumulando “dati spazzatura”. È come quando si riempie la valigia inserendo più del dovuto e pensando <<lo metto, non si sa mai>>. Allo stesso modo raccogliamo dati in modo casuale nella speranza che in futuro ci serviranno a qualcosa.

 

Il ruolo di Digitalizzazione e Trasformazione Digitale

I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma in realtà si tratta di due concetti diversi. La Digitalizzazione è l’introduzione della tecnologia in un’organizzazione, il passaggio dall’analogico al digitale. Ma questo non basta per migliorare davvero i processi organizzativi e portare valore. Infatti, ciò che accade spesso è che si adattano i vecchi metodi di lavoro analogici a quelli digitali.

La Trasformazione Digitale, invece, incide nei processi organizzativi, portando delle modifiche e novità nei metodi di lavoro, nella cultura e infine nell’esperienza dei fruitori dei servizi/prodotti. Con l’evoluzione della tecnologia ed il cambio generazionale le persone hanno iniziato a trovare nuovi modi di lavorare e hanno scoperto le potenzialità di questo strumento.

Tuttavia, molte organizzazioni e persone tendono ad adattarsi dentro i limiti di una tecnologia più antiquata che raccoglie dati in modo indifferenziato. Il risultato sono dati non classificati, incompleti e inutilizzabili. Nasce l’esigenza di una “cultura del dato”. Ma chi dovrebbe portarla?

A noi di Pragma Etimos piace chiamarlo “Digital Philosopher”. Una figura professionale che porti una visione, una cultura digitale sostenibile. L’idea di partenza è che la tecnologia se “lasciata da sola” porta caos. Il presupposto per creare valore risiede nell’”umanizzare” il digitale per far sì che non debba essere l’essere umano a doversi adattare alla tecnologia, ma il contrario.

A tal proposito è fondamentale abilitare una Data Intelligence Catching attraverso l’introduzione di due concetti: Data Intelligence e Green Data

 

Sostenibilità Digitale attraverso la Data Intelligence e la Green Data

Possiamo vedere la Data Intelligence come la stella polare che guida l’organizzazione verso il percorso migliore per raggiungere la meta prefissata. In questo termine possiamo racchiudere tutti quei processi e strumenti legati all’estrazione e interpretazione dei dati dai quali nascono decisioni strategiche che portano valore all’organizzazione. È il giusto mix tra dati e tecnologia che permette di creare “intelligenza”. Dal punto di vista tecnologico possiamo citare alcuni nomi come: Advanced Analytics, Image & Video Recognition, Realtà Aumentata, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Deep Learning, ecc.

Alla base della Data Intelligence però ci devono essere dei dati strutturati e comprensibili alle macchine che dovrebbero restituire informazioni utili alle analisi. Da questa esigenza è nato il concetto di Green Data. Infatti, solo partendo dalla pulizia e riorganizzazione dell’enorme quantità di dati destrutturati accumulati negli anni, possiamo porre le basi per iniziare ad agire in modo Sostenibile. Per Green Data intendiamo il metodo di raccolta dati che permette di creare informazione su cui basare analisi e costruire strategie sostenibili per il nostro Pianeta, a partire dalla Sostenibilità Digitale.

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